Impresa ad un passo per la Virtus Bologna, questa sera in campo contro l’Olimpia Milano per il quarto atto delle finali scudetto. Alla luce delle tre vittorie nelle prime tre gare, agli emiliani basta vincere la sfida in programma oggi al Paladozza (ora di inizio alle 19:00) per conquistare il sedicesimo scudetto della loro storia. Riflettori puntati questa volta sull’ala piccola Kyle Weems, che in una gara-3 stravinta dalla Virtus è riuscito a mettere a referto la bellezza di 23 punti e 10 rimbalzi. Occhio, ovviamente, anche a un Milos Teodosic meno incisivo nel terzo atto ma comunque fondamentale con una serie di triple e sei assist che hanno tagliato le gambe ai lombardi guidati da coach Ettore Messina.

Nel quintetto iniziale che metterà in campo il tecnico degli emiliani Sasha Djordjevic tanti altri protagonisti del pesantissimo 76-58 andato in scena l’altro ieri. Grande attesa per la prova di Marco Belinelli, ancora una volta lontano dai suoi numeri migliori (appena sette punti realizzati) ma nonostante questo decisivo con la sua esperienza e la sua personalità nei momenti più difficili del match. A completare la formazione i soliti Gamble e Markovic, con Abass, Ricci, Aliegovic e soprattutto uno scatenato Pajola fondamentali in ottica rotazioni.

Giunta al momento decisivo della stagione senza energie, condizionata dal grande sforzo psicofisico di una Eurolega terminata al terzo posto, l’Olimpia Milano ha bisogno della classica prova d’orgoglio per tenere in vita la serie e tentare – negli eventuali due match successivi al Mediolanum Forum – di portare miracolosamente la serie a gara-7. Una missione che sembra impossibile per una Olimpia apparsa irriconoscibile, all’insegna di un Sergio Rodriguez a sorpresa poco incisivo e di uno Shavon Shields ancora una volta a corrente alternata. Serve la classe e l’imprevedibilità dello spagnolo e dell’americano naturalizzato danese, ma anche l’ordine di Datome e l’incisività di Punter, invece capaci di prestazioni positive in queste finali. Occhio, poi, all’orgoglio di Micov, Hines e Brooks, apparsi sottotono in gara-3.