Per la prima volta nell’era Open non ci sarà una Top 10 nelle semifinali di un torneo del Grande Slam. È il segno dei tempi che corrono e anche un po’ del caso, visto che questo Roland Garros arriva a cavallo di un probabile cambio generazionale, oltre ad aver accusato ritiri e assenze di giocatrici che avrebbero potuto fare parecchia strada. A beneficiarne sono state quattro ragazze che mai prima d’ora avevano raggiunto una semifinale di uno Slam. E se il nome di Maria Sakkari è piuttosto noto al pubblico, anche per la vicinanza geografica a un top player come Stefanos Tsitsipas, quelli di Anastasia Pavlyuchenkova, Tamara Zidansek e Barbora Krejcikova dicono poco o nulla.

La “colpa” in parte è da addebitare anche alle avversarie più quotate che si sono fatte eliminare nei quarti. Su tutte Iga Swiatek, la campionessa in carica e data da molti come oramai naturale vincitrice anche di questa edizione. Ma la polacca non ha trovato rimedi al tennis forzuto di Sakkari che alla fine si è imposta meritatamente con un doppio 6-4. Una parziale scusante può invece averla Coco Gauff, che a 17 anni ha ancora tanto da imparare. L’americanina dopo aver sprecato tre set point nel primo set è scomparsa quasi dal campo per la felicità di Krejcikova. La ceca, allieva della compianta Jana Novotna, sfiderà oggi Sakkari, contro cui è in vantaggio 2-0 nei precedenti.

Ha sorpreso anche la sconfitta di Paula Badosa contro Zidansek. La slovena, uscita vincitrice dopo tre set lunghissimi, affronterà oggi Pavlyuchenkova, anch’ella reduce da una maratona contro Rybakina. Il loro incontro aprirà il programma delle semifinali sul Philippe-Chatrier. Tra le due fin qui non c’è mai stato nessun precedente.