È un Roland Garros pazzo e che non conosce regole quello che quest’anno sta andando in scena. Anche le semifinali hanno regalato emozioni e soprattutto colpi di scena. Perché se l’approdo in finale di Anastasia Pavlyuchenkova non deve sorprendere più di tanto, visto che di fronte aveva Tamara Zidansek, numero 85 del mondo, ha invece quasi del prodigioso la vittoria di Barbora Krejcikova contro la più quotata Maria Sakkari. La ceca ha dovuto non solo sovvertire il pronostico, ma anche annullare un match point prima di avere ragione della greca. È la prima volta nell’era Open di uno Slam che due giocatrici con una posizione in classifica così bassa (32 la russa, 33 la ceca) si sfidano in finale.

Quest’edizione del Roland Garros ha ovviamente riacceso il dibattito tra quanti vedono nella finale tra Pavlyuchenkova e Krejcikova un passo indietro, se non un declino del tennis femminile, e quelli che invece ne ammirano l’imprevedibilità. La verità sta come spesso accade probabilmente nel mezzo, nel senso che non vedere le solite note trionfare può andare anche bene per un po’, ma è altrettanto vero che il tennis e lo sport in generale si nutrono di grandi figure e dopo la flessione di Serena Williams non c’è stata una tennista in grado di prenderne l’eredità in modo continuativo. Il banco di prova saranno i prossimi due Slam di Wimbledon e New York, per capire se si è trattato di un caso oppure no.

La finale del Roland Garros si giocherà sabato 12 giugno tra due giocatrici che mai prima d’ora si erano affrontate e che lo faranno su uno dei palcoscenici più importanti del mondo.