Una cronometro di 30,3 km quasi interamente pianeggiante da Senago a Milano: è questo l’ultimo scoglio che separa Egan Bernal dalla maglia Rosa. Il colombiano, nell’ultima settimana di corsa, ha dimostrato una volta di più di avere le stimmate del campione. Non più brillante come sulle prime montagne, Bernal ha saputo difendersi sapientemente dagli attacchi dei rivali e oggi può guardare alla crono conclusiva del Giro con relativa tranquillità.  

Il vantaggio su Damiano Caruso, splendido vincitore nell’ultimo arrivo in salita di ieri, è di 1’59”, mentre il terzo della generale, Simon Yates, è distante 3’23”. Difficile pensare che la maglia Rosa possa essere rimessa in discussione. Quel che è certo è che Caruso, da buon cronoman, tenterà di rosicchiare ancora qualche secondo a Bernal, così da legittimare ulteriormente un Giro d’Italia da ricordare. 

Per la vittoria di tappa i nomi da tenere d’occhio sono quelli degli specialisti delle cronometro. Tutti i riflettori saranno puntati sul campione del mondo Filippo Ganna, che proverà a ripetersi dopo la vittoria nella crono inaugurale di Torino. Nel caso ci riuscisse, il Team Ineos-Grenadiers potrebbe fare doppietta, salendo sul podio sia per celebrare la maglia Rosa di Bernal che il successo di giornata. In questo senso da monitorare sono gli stessi compagni di squadra di Ganna: da Castroviejo a Moscon, fino ad arrivare a Daniel Martinez, decisivo in salita per sostenere il capitano Bernal. Altri nomi? Su tutti quelli di Edoardo Affini, secondo a Torino alle spalle di Ganna e anche a Verona, quando Nizzolo lo beffò a pochi metri dal traguardo, e quello di Remi Cavagna, campione francese di specialità voglioso di rifarsi su Ganna dopo il ko nella prima crono. A chi andrà l’ultima vittoria del Giro?