Nessuna pressione su Mick Schumacher. Almeno, non sul piano sportivo. Perché se da un lato il team principal della Haas, Gunther Steiner, ha annunciato che non svilupperanno la VF-21, sollevando così il figlio del mito dalla pressione di ottenere risultati in pista, dall’altro tutti i riflettori saranno puntati su di lui.

 Curiosità mista a nostalgia. Perché il cognome è di quelli ingombranti ed è quasi inevitabile che tutti vogliano capire se Mick, oltre al cognome, ha ereditato anche il grande talento del padre. Un aspetto però è subito emerso con forza: Mick Schumacher non sembra soffrire la pressione per quel cognome. Anzi, spiega, “ne sono orgoglioso, soprattutto di riportarlo in Formula 1”. 

Il Paddock per lui è come una sorta di famiglia allargata. Era un bambino quando il padre vinceva gran premi e mondiali di Formula 1. Ed oggi che di anni ne ha 21 e la guida della monoposto spetta a lui, ha ritrovato molti dei meccanici che, al tempo della Ferrari, hanno lavorato con il padre. Lo hanno accolto alla grande, come uno di famiglia. “Uno mi ha stretto così forte che quasi mi ha fatto perdere il respiro” ha dichiarato. Mick Schumacher arriva alla Formula 1 con il titolo di campione in carica della Formula 2. 

In Haas farà coppia con Nikita Mazepin, 21enne pilota russo considerato dagli addetti ai lavori, al pari di Schumacher, uno dei migliori talenti in circolazione. Non avranno il peso della vittoria ad ogni costo, ma una cosa è certa: entrambi proveranno a creare fastidi a tutti. Il primo banco di prova saranno i test in Bahrein che inizieranno il prossimo 12 marzo. Poi, finalmente, sarà il momento della bandiera a scacchi.