Ora si fa sul serio. Dopo la prova spettacolare di Filippo Ganna nella crono inaugurale di Torino, il Giro d’Italia entra nel vivo con le prime tappe dedicate a velocisti e scalatori. Ieri la seconda frazione Stupinigi-Novara, 173 chilometri quasi completamente pianeggianti: ad imporsi il belga Tim Merlier, al primo successo in carriera in un grande giro. Il velocista della Alpecin-Fenix ha avuto la meglio sull’italiano Giacomo Nizzolo. In ottica Gran Premio della Montagna, da segnalare la maglia azzurra conquistata da Vincenzo Albanese, bravo ad imporsi nella mini fuga che ha visto protagonisti altri scalatori come Filippo Tagliani e Umberto Marengo.

Proprio in ottica Gpm, oggi in programma la terza tappa Biella-Canale: 190 km con quattro strappi nella seconda metà del percorso e gli ultimi 15 chilometri senza particolari scossoni. Una tappa interessante, adatta per gli scalatori (da segnalare i Gpm di Piacanelli, Castino e Manero) ma con i velocisti che potrebbero rispondere negli ultimi chilometri, soprattutto se non dovesse esserci la classica lunga fuga.

Domani, con la quarta tappa Piacenza-Sestola, probabile primo vero scossone di classifica. Il giro abbandona il Piemonte e approda in Emilia Romagna con un percorso di 186 km circa. Inizio pianeggiante, poi dal Km 87 le prime impegnative salite tra Rossena, gpm di Castello di Carpineti e l’altro gran premio di Montemolino. Parliamo di circa 12 km di salite, con un pendenza media che arriva anche al 9% e picchi del 18% nella parte conclusiva. Nel finale una serie di saliscendi e l’altro gpm (di seconda categoria) di Colle Passerino. Una tappa decisamente complicata, probabilmente la più spettacolare di questa prima parte di Giro d’Italia.