Già nella scorsa sessione di mercato, Silvio Pagliari, agente di Gaston Burgman, confessò che aveva molte richieste per il 28enne play di Rosario, Uruguay, ma che lui aveva scelto di continuare nell’avventura con il Parma e giocarsi le sue chance in Serie A. Con il senno di poi, una decisione non felicissima. Non tanto dal punto di vista personale, visto che Brugman, 26 presenze ed un gol con la maglia dei ducali, ha dimostrato di essere più che idoneo al palcoscenico della Serie A. Ma la retrocessione del Parma lo costringerà, almeno teoricamente, a ritornare in Serie B, categoria che lo ha visto protagonista con le maglie di Empoli, Grosseto e Pescara prima del passaggio al Palermo. 

“È stata un’annata difficile – racconta a ParmaLive.com il centrocampista – complicata, è arrivato un allenatore e avevamo speranze perché la squadra era forte. Liverani voleva possesso palla e altre idee che erano opposte al contropiede proposto da D’Aversa ma abbiamo avuto poco tempo nel corso della preparazione per assimilare tutto”. A complicare ulteriormente una situazione già a quel punto difficile, poi, prima il cambio di direttore, poi la cessione della società. A quel punto, con lo stravolgimento della rosa, la salvezza è diventata una utopia. “A fine ragione abbiamo – ammette Brugman – perso la categoria anche se abbiamo avuto molte occasioni per mantenerla, ma il valore della rosa non fa la classifica e noi non abbiamo avuto la forza giusta per restare in Serie A. Abbiamo segnato poco, negli ultimi dieci minuti abbiamo perso 30 punti mi pare”. 

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Per Brugman però la Serie B potrebbe restare un ricordo lontano. Sulle tracce del play infatti c’è la Salernitana, a caccia di rinforzi per la prossima stagione. Castori ha messo Brugman in cima all’elenco degli acquisti, ma prima c’è da sciogliere il nodo societario.