Ducati sta vivendo un paradosso. Partita con la convinzione, motivata dagli ottimi risultati dei test pre-stagionali, di poter puntare al titolo con Pecco Bagnaia, alfiere della moto ufficiale, dopo sette gran premi fin qui disputati la scuderia di Borgo Panigale si trova con un pilota di una moto satellite che sta facendo fuoco e fiamme, mentre invece Bagnaia continua a vivere un momento estremamente complicato. Anche a Le Mans, il pilota torinese non ha concluso il gran premio, scivolando a terra dopo essere stato sorpassato da Enea Bastianini. Proprio Bastianini a Le Mans ha centrato la sua terza vittoria mondiale, portandosi a ridosso delle prime posizioni. 

 

“Mi sarebbe piaciuto vederli arrivare entrambi al traguardo – ha detto Dall’Igna in riferimento al finale di gara di Le Mans – sarebbe stato un podio tutto Ducati, con Miller insieme a loro. Bagnaia, pur arrivando secondo, avrebbe accorciato il distacco in classifica da Quartararo. Comunque è stata una giornata bellissima per la Ducati”. 

La terza vittoria di Bastianini lo ha rilanciato nella corsa a raccogliere l’eredità di Jack Miller, che il prossimo anno lascerà la Ducati. “Su Enea – ha spiegato Bastianini – la nostra attenzione è stata sempre al massimo, ma senza l’accordo con il team Gresini avremmo faticato a trattenerlo. Ha una moto di prim’ordine, anche se non ufficiale, e tutto quello che potevamo fornirgli in tema di sviluppi è stato fatto. Tante volte la differenza tra una versione e un’altra è sottile. La differenza vera la fanno i piloti“.