Nemmeno il tempo di calare il sipario sulla 36ª edizione dell’America’s Cup che già si rincorrono le voci sulla prossima campagna. Team New Zealand si è confermato campione, battendo in finale per 7-3 Luna Rossa e mettendo in bacheca la quarta Vecchia Brocca della sua storia. I Kiwi ora attendono di sapere (e decidere) quale sarà la prossima sfida che li attenderà.

Sulla carta ci sono già un paio di progetti, anche se sarebbe meglio parlare di ipotesi. La consuetudine vuole che subito dopo la fine dell’America’s Cup venga già identificato il rivale per la prossima edizione. Come da tempo ventilato saranno i britannici del Royal Yacht Squadron, gli stessi di Ineos UK superato nella Prada Cup per 7-1 da Luna Rossa, a lanciare il guanto di sfida ai neozelandesi. Padroni di casa e britannici dovranno ora sedersi a tavolino per stilare le regole della 37ª America’s Cup, oltre a decidere la formula e il luogo delle regate.

Il naturale svolgimento delle cose vorrebbe che la prossima Coppa America si disputasse tra circa quattro anni in Nuova Zelanda. Ma anche nel mondo della vela gli interessi economici svolgono un ruolo fondamentale e non è escluso che le carte in tavola possano cambiare. Al vaglio c’è infatti l’idea di spostare il campo di regata in Medio Oriente, dove i facoltosi paesi arabi garantirebbero introiti assai maggiori. Un’altra ipotesi prevede anche che si torni a regatare fra appena un anno sulla costa dell’Isola di Wight. Si tratterebbe di una sfida a due tra neozelandesi e britannici, come avvenuto più di recente nel 2010 tra Oracle e Alinghi. Una formula, quest’ultima, che svilirebbe tantissimo il fascino dell’America’s Cup.